Storia
La storia è lo studio degli eventi passati, delle loro cause e conseguenze, con l’obiettivo di comprenderne il significato. Non si limita a una sequenza di fatti, ma cerca di interpretare e dare senso ai cambiamenti sociali, politici ed economici nel tempo. La storia aiuta a comprendere le origini delle società moderne e a riflettere sul presente, imparando dalle esperienze passate. È anche una narrazione che, raccontata da diversi punti di vista, influisce sulla nostra identità e memoria collettiva.


Unita d'italia
L’Unione d’Italia: una panoramica storica
L’Unione d’Italia, o Risorgimento, è il processo storico e politico che portò alla formazione dello Stato unitario italiano tra il 1815 e il 1871. Questo processo fu caratterizzato da guerre, diplomazia e rivoluzioni, ed ebbe come protagonisti figure chiave, movimenti patriottici e potenze straniere.
1. Il contesto iniziale
- Dopo il Congresso di Vienna (1815): L’Italia era divisa in molti stati indipendenti, spesso sotto il controllo diretto o indiretto di potenze straniere, come l’Austria.
- La penisola era frammentata in regni, ducati e stati ecclesiastici, con differenze culturali, economiche e linguistiche che complicavano l’unificazione.
2. Il Risorgimento e i moti rivoluzionari
- Durante la prima metà dell’Ottocento, nacquero movimenti patriottici e nazionalisti come la Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, che promuovevano idee di indipendenza e unità nazionale.
- I moti rivoluzionari del 1820-21 e del 1830-31 furono i primi tentativi di rovesciare i regimi assolutisti, ma furono repressi.
3. La Prima Guerra d’Indipendenza (1848-1849)
- Le rivoluzioni del 1848 infiammarono l’Europa e l’Italia, spingendo Carlo Alberto di Savoia a dichiarare guerra all’Austria.
- Tuttavia, la guerra si concluse con la sconfitta piemontese e la restaurazione degli ordini precedenti, dimostrando la necessità di una strategia unitaria e coordinata.
4. Il Regno di Sardegna e il ruolo di Cavour
- Nel decennio successivo, il Regno di Sardegna (Piemonte) divenne il centro del movimento per l’unificazione grazie a Camillo Benso di Cavour, primo ministro di Vittorio Emanuele II.
- Cavour modernizzò il paese, stringendo alleanze internazionali fondamentali, come quella con la Francia di Napoleone III.
5. La Seconda Guerra d’Indipendenza (1859)
- Nel 1859, grazie all’alleanza franco-piemontese, il Piemonte sconfisse l’Austria nella Seconda Guerra d’Indipendenza, conquistando la Lombardia.
- Successivamente, con un processo di annessioni plebiscitarie, diversi stati dell’Italia centrale e settentrionale si unirono al Piemonte.
6. La spedizione dei Mille (1860)
- Giuseppe Garibaldi, figura carismatica del Risorgimento, guidò la spedizione dei Mille, un’azione militare che portò alla liberazione del Regno delle Due Sicilie.
- Con l’aiuto del sostegno popolare e delle truppe piemontesi, Garibaldi consegnò il Mezzogiorno a Vittorio Emanuele II, che divenne Re d’Italia nel 1861.
7. La proclamazione del Regno d’Italia (1861)
- Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, con capitale Torino. Tuttavia, l’unificazione era incompleta: mancavano ancora il Veneto e Roma.
8. La Terza Guerra d’Indipendenza (1866)
- Nel 1866, grazie all’alleanza con la Prussia durante la guerra austro-prussiana, l’Italia ottenne il Veneto.
9. La presa di Roma (1870)
- Nel 1870, approfittando della sconfitta della Francia nella guerra franco-prussiana, le truppe italiane entrarono a Roma, ponendo fine al potere temporale dei Papi.
- Roma fu proclamata capitale d’Italia nel 1871, completando l’unificazione.
10. Le difficoltà dell’Italia unita
- Nonostante l’unificazione politica, l’Italia rimase segnata da profonde differenze economiche, culturali e sociali, con una forte disparità tra il Nord industrializzato e il Sud agricolo.
- Il nuovo Stato affrontò sfide legate all’analfabetismo, al debito pubblico e alla costruzione di un’identità nazionale condivisa.
Conclusione
L’Unione d’Italia fu un processo complesso, nato dal desiderio di indipendenza e unità di un popolo frammentato. Fu il risultato di conflitti, sacrifici e diplomazia, ma anche l’inizio di una nuova sfida: creare una nazione realmente coesa e moderna.
La Sinistra storica è stata una delle principali correnti politiche italiane nel periodo post-unitario, operante tra il 1876 e la fine del XIX secolo. Si è affermata dopo la caduta della Destra storica ed è stata rappresentativa di una visione politica più aperta a riforme sociali ed economiche rispetto alla precedente classe dirigente.
Caratteristiche principali:
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Origini e contesto storico:
- La Sinistra storica emerse come forza politica in opposizione alla Destra storica, che aveva guidato l’Italia durante i primi anni dell’unificazione nazionale.
- La sua ascesa segnò una svolta nel sistema politico italiano, con la vittoria alle elezioni del 1876, che portò alla formazione di un governo guidato da Agostino Depretis.
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Ideologia:
- Promuoveva riforme volte a migliorare le condizioni economiche e sociali delle classi popolari, senza però mettere in discussione l’ordine liberale e monarchico.
- Si caratterizzava per un approccio meno elitario rispetto alla Destra storica, con un’apertura verso la partecipazione di nuovi gruppi sociali, inclusa una parte della borghesia emergente.
- Nonostante il nome, la Sinistra storica era moderata, lontana dai movimenti socialisti o radicali.
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Politiche e riforme:
- Abolizione della tassa sul macinato: Un’odiosa imposta sulla macinazione dei cereali che gravava pesantemente sui ceti più poveri.
- Allargamento del suffragio elettorale: Estensione del diritto di voto a una parte più ampia della popolazione maschile.
- Politiche di istruzione pubblica: Promozione di riforme educative, sebbene limitate, per ridurre l’analfabetismo.
- Nazionalizzazione delle ferrovie: Per migliorare i trasporti e favorire lo sviluppo economico.
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Critiche:
- La Sinistra storica è stata spesso accusata di trasformismo, ossia della pratica politica di includere membri della Destra storica nel governo per mantenere il potere, riducendo la distinzione ideologica tra i due schieramenti.
- Nonostante le promesse di riforme sociali, molte delle sue politiche beneficiarono principalmente la borghesia, lasciando irrisolte le profonde disuguaglianze tra Nord e Sud e le condizioni dei contadini.
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Declino:
- La Sinistra storica perse gradualmente il suo slancio riformista e venne superata da nuove forze politiche come i socialisti e i cattolici.
- La crisi di fine secolo, caratterizzata da problemi economici e tensioni sociali, mise in evidenza i limiti della classe dirigente liberale, aprendo la strada a nuove dinamiche politiche.
Personaggi principali:
- Agostino Depretis: Leader di spicco e primo presidente del Consiglio della Sinistra storica.
- Francesco Crispi: Figura controversa, che si mosse tra posizioni liberali e autoritarie.
- Giovanni Giolitti: Iniziò la sua carriera politica in questo contesto, pur diventando più influente successivamente.
La Sinistra storica, pur essendo un simbolo di progresso rispetto alla Destra, rappresentò un’epoca di transizione e di compromessi nel giovane Regno d’Italia.
La Destra storica è stata una delle principali correnti politiche italiane nel periodo post-unitario, operante dal 1861 (proclamazione del Regno d’Italia) fino al 1876, quando venne superata politicamente dalla Sinistra storica. Era composta principalmente da un’élite conservatrice, moderata e liberale, che aveva guidato il processo di unificazione nazionale sotto la leadership del Regno di Sardegna.
Caratteristiche principali:
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Origini e contesto storico:
- La Destra storica nacque dalle forze politiche che avevano sostenuto il processo di unificazione italiana, guidato da Cavour e dal Regno di Sardegna.
- Era espressione della classe dirigente del Nord Italia, in particolare della nobiltà, della borghesia industriale e delle élite intellettuali.
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Ideologia:
- Conservatorismo moderato: La Destra storica mirava a mantenere l’ordine sociale e politico esistente, pur appoggiando le istituzioni liberali.
- Monarchismo costituzionale: Sosteneva una monarchia parlamentare in cui il re mantenesse un ruolo significativo, ma limitato dalla Costituzione (Statuto Albertino).
- Centralismo: Favoriva un governo fortemente centralizzato per garantire l’unità del giovane Stato italiano.
- Moderazione economica e politica: Evitava cambiamenti sociali radicali e cercava di contenere le richieste di riforme più ampie da parte delle classi popolari.
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Politiche e riforme:
- Unificazione amministrativa: La Destra storica consolidò le istituzioni del nuovo Regno d’Italia, uniformando leggi, sistemi fiscali e amministrazioni locali.
- Politica fiscale rigida: Promosse il pareggio di bilancio attraverso politiche economiche austere, inclusa l’introduzione della controversa tassa sul macinato, che gravava pesantemente sui ceti popolari.
- Costruzione di infrastrutture: Sviluppò reti ferroviarie e stradali per favorire l’integrazione economica e territoriale del Paese.
- Neutralità nelle questioni sociali: Non adottò politiche attive per affrontare le disuguaglianze sociali o migliorare le condizioni delle classi popolari.
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Protagonisti:
- Camillo Benso di Cavour: Anche se morto prima della proclamazione del Regno d’Italia, è considerato uno dei padri della Destra storica per la sua visione moderata e pragmatica.
- Marco Minghetti: Esponente chiave della Destra, presidente del Consiglio dal 1863 al 1864 e dal 1873 al 1876.
- Quintino Sella: Ministro delle Finanze, famoso per la politica del pareggio di bilancio e l’austerità fiscale.
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Critiche:
- Politica elitaria: Era accusata di rappresentare gli interessi delle élite del Nord, ignorando le esigenze delle regioni meridionali e delle classi popolari.
- Tassa sul macinato: Questa imposta venne particolarmente criticata per il suo impatto sui contadini e sui lavoratori poveri.
- Questione meridionale: Non affrontò efficacemente i problemi del Sud Italia, lasciando irrisolte le profonde disuguaglianze economiche e sociali tra Nord e Sud.
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Declino:
- Nel 1876 la Destra storica perse il controllo politico a favore della Sinistra storica, che riuscì a capitalizzare il malcontento sociale e ad allargare la base di consenso grazie a una maggiore apertura verso le riforme.
Eredità:
La Destra storica ha gettato le basi istituzionali e amministrative dello Stato italiano, contribuendo a stabilire un governo centralizzato e a promuovere la stabilità economica. Tuttavia, il suo approccio elitario e il mancato intervento sulle disuguaglianze sociali e territoriali hanno alimentato tensioni che hanno segnato la storia successiva del Paese.


Seconda Rivoluzione Industriale
La Seconda Rivoluzione Industriale, avvenuta tra la seconda metà del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, rappresentò un periodo di trasformazioni profonde e straordinarie in campo economico, tecnologico e sociale. Si differenziò dalla Prima Rivoluzione Industriale (iniziata nel XVIII secolo) per l’adozione di nuove fonti di energia, l’introduzione di tecnologie innovative e il consolidamento di sistemi industriali avanzati.
Caratteristiche principali:
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Nuove fonti di energia:
- Elettricità: Divenne la base per lo sviluppo di nuovi settori industriali e consentì la creazione di macchine più efficienti.
- Petrolio: Iniziò a essere utilizzato come combustibile, soprattutto nei trasporti e nell’industria chimica.
- Acciaio: L’introduzione del processo Bessemer permise una produzione più rapida ed economica di acciaio, materiale fondamentale per ferrovie, ponti e costruzioni.
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Innovazioni tecnologiche:
- Motore a combustione interna: Fondamentale per il progresso nel settore dei trasporti (automobili, navi).
- Telefonia e telegrafia senza fili: Rivoluzionarono le comunicazioni.
- Macchine automatiche e meccanizzazione: Resero la produzione più efficiente e veloce.
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Nuovi settori industriali:
- L’industria chimica (fertilizzanti, coloranti, farmaci).
- L’industria elettrica e il suo utilizzo in ambito civile e industriale.
- L’industria automobilistica, grazie a figure come Henry Ford e la catena di montaggio.
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Urbanizzazione e crescita demografica:
- Le città si espandevano grazie a nuovi servizi e infrastrutture.
- La popolazione crebbe rapidamente, favorita dai progressi della medicina e dall’aumento della produzione alimentare.
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Espansione del capitalismo e del commercio internazionale:
- Il sistema capitalistico si consolidò, con l’ascesa di grandi imprese e la nascita di monopoli e cartelli.
- L’espansione coloniale offrì nuovi mercati e risorse.
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Impatti sociali:
- Nacquero i movimenti operai e sindacali, in risposta alle difficili condizioni di lavoro e alle disuguaglianze.
- La divisione del lavoro divenne più marcata, portando a una crescente specializzazione.
Conseguenze:
La Seconda Rivoluzione Industriale segnò il passaggio a un’economia globale moderna, trasformando profondamente le società. Questa fase preparò il terreno per il XX secolo, che vide la nascita di industrie ancora più avanzate e la definitiva affermazione della scienza e della tecnologia come motori principali del progresso umano.
Prima guerra mondiale
La Prima Guerra Mondiale (1914-1918) scoppiò come conflitto europeo ma si trasformò rapidamente in una guerra globale, coinvolgendo potenze di tutti i continenti. Ecco come avvenne l’escalation.
1. La Scintilla: L’Attentato di Sarajevo (28 giugno 1914)
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Chi fu ucciso: L’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e sua moglie Sofia, assassinati a Sarajevo dal nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip (membro dell’organizzazione “Giovane Bosnia”).
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Perché fu decisivo: L’Austria-Ungheria accusò la Serbia di aver sostenuto i terroristi e il 28 luglio 1914 le dichiarò guerra.
2. Il Sistema delle Alleanze: Da Guerra Locale a Continentale
Le alleanze militari trasformarono il conflitto tra Austria e Serbia in una guerra europea:
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Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia*).
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Triplice Intesa (Francia, Russia, Gran Bretagna).
Ecco come si attivarono:
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Russia mobilitò l’esercito per difendere la Serbia (alleata slava).
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Germania dichiarò guerra alla Russia (1° agosto) e alla Francia (3 agosto).
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Gran Bretagna entrò in guerra il 4 agosto dopo l’invasione tedesca del Belgio (neutrale).
(*L’Italia inizialmente si dichiarò neutrale, poi nel 1915 passò all’Intesa).
3. Perché divenne una Guerra Mondiale?
A. L’Intervento delle Potenze Coloniali
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Impero Britannico: Canada, Australia, India e altre colonie furono coinvolte.
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Francia: Truppe dall’Africa e dall’Indocina.
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Germania: Scontri nelle sue colonie (es. Africa orientale).
B. L’Ingresso di Nuovi Paesi (1915-1917)
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Italia (1915): Entrò con il Patto di Londra, sperando di ottenere Trento e Trieste.
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Impero Ottomano (1914): Alleato alla Germania, aprì fronti in Medio Oriente.
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Bulgaria (1915): Si unì agli Imperi Centrali.
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Romania (1916) e Grecia (1917): Si schierarono con l’Intesa.
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Stati Uniti (1917): Entrarono dopo l’affondamento del Lusitania e il telegramma Zimmermann (proposta tedesca al Messico contro gli USA).
C. Teatri di Guerra Extraeuropei
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Medio Oriente: Campagne britanniche contro gli Ottomani (es. Gallipoli, 1915).
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Africa: Battaglie per le colonie tedesche (es. Tanganica).
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Estremo Oriente: Il Giappone occupò possedimenti tedeschi in Cina.
4. Perché fu chiamata “Grande Guerra”?
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Prima guerra industriale: Uso di carri armati, gas, aerei, mitragliatrici.
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Prima guerra totale: Coinvolse civili (propaganda, economia di guerra).
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Scala senza precedenti: 70 milioni di mobilitati, 16 milioni di morti.
Conclusione: Da Sarajevo al Mondo
Partita come uno scontro locale nei Balcani, la guerra divenne mondiale per:
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Le alleanze militari che innescarono un effetto domino.
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Gli imperi coloniali che estesero il conflitto.
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Gli interessi globali (es. USA, Giappone).
Fu il primo esempio di guerra moderna, le cui conseguenze (es. crollo di imperi, nascita del nazismo) segnarono il XX secolo.
Germania
Obiettivi principali:
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Egemonia in Europa – Sfidare la supremazia britannica e francese.
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Espansione territoriale – Annettere territori a est (Lebensraum, “spazio vitale”) e ovest (parti di Francia e Belgio).
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Colonie – Espandere l’impero coloniale a spese di Francia e Gran Bretagna.
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Indebolire la Russia – Creare stati satelliti nell’Europa orientale.
Piani specifici:
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Piano Schlieffen: Sconfiggere rapidamente la Francia prima di rivolgere le forze contro la Russia.
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Sostenere l’Austria-Ungheria per mantenere l’alleanza e controllare i Balcani.
Austria-Ungheria
Obiettivi principali:
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Schiacciare la Serbia – Punirla per l’assassinio di Francesco Ferdinando.
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Fermare il nazionalismo slavo – Evitare la disgregazione dell’impero.
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Espandersi nei Balcani – Contrastare l’influenza russa.
Piani specifici:
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Annessione di territori serbi e rumeni.
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Mantenere il controllo su Bosnia-Erzegovina e Croazia.
Impero Ottomano
Obiettivi principali:
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Recuperare territori persi (es. Balcani, Nord Africa).
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Fermare l’espansione russa verso gli Stretti (Bosforo e Dardanelli).
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Rafforzare il panislamismo contro le potenze coloniali.
Piani specifici:
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Jihad contro Gran Bretagna e Francia (per sollevare le colonie musulmane).
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Campagne in Caucaso contro la Russia.
Bulgaria
Obiettivi principali:
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Rivincita contro Serbia e Grecia dopo le sconfitte nelle guerre balcaniche (1912-13).
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Annessione della Macedonia e altri territori.
Francia
Obiettivi principali:
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Riconquistare Alsazia e Lorena (perse nel 1871).
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Indebolire la Germania militarmente ed economicamente.
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Difendere l’impero coloniale (Africa, Indocina).
Piani specifici:
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Piano XVII: Offensiva per riprendere i territori perduti.
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Alleanza con Russia e Gran Bretagna per circondare la Germania.
Gran Bretagna
Obiettivi principali:
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Preservare l’equilibrio europeo (evitare l’egemonia tedesca).
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Difendere il dominio navale (minacciato dalla flotta tedesca).
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Proteggere l’impero coloniale (soprattutto in Medio Oriente).
Piani specifici:
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Blocco navale per affamare la Germania.
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Sostenere la Russia per tenere impegnata la Germania a est.
Russia
Obiettivi principali:
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Controllo sugli Stretti turchi (Bosforo e Dardanelli).
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Proteggere i popoli slavi nei Balcani (pan-slavismo).
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Espansione in Galizia (contro Austria-Ungheria).
Piani specifici:
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Invasione della Prussia orientale (fallita nella battaglia di Tannenberg).
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Sostenere la Serbia come alleato slavo.
Italia (dal 1915, con l’Intesa)
Obiettivi principali:
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Completare il Risorgimento annettendo Trento, Trieste, Istria, Dalmazia (“terre irredente”).
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Espansione coloniale (possibili compensi in Africa e Medio Oriente).
Piani specifici:
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Patto di Londra (1915): Accordi segreti con l’Intesa per entrare in guerra.
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Guerra di logoramento sull’Isonzo contro l’Austria-Ungheria.
Stati Uniti (dal 1917)
Obiettivi principali:
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Difendere la democrazia (propaganda di Wilson).
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Fermare la minaccia tedesca (sottomarini e telegramma Zimmermann).
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Assicurare un nuovo ordine mondiale (14 Punti di Wilson).
Piani specifici:
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Sostenere economicamente e militarmente gli Alleati.
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Creare la Società delle Nazioni per evitare future guerre.
Fasi Principali del Conflitto
1. 1914: Guerra di Movimento (Fallimento dei Piani Rapidi)
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Piano Schlieffen (Germania): Attacco lampo alla Francia passando per il Belgio, ma la resistenza alleata bloccò l’avanzata tedesca nella battaglia della Marna (sett. 1914).
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Fronte Orientale: La Russia avanzò in Prussia ma fu sconfitta a Tannenberg (agosto 1914).
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Conseguenza: Nacque la guerra di trincea (stallo sul fronte occidentale).
2. 1915-1916: Guerra di Logoramento e Stallo
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Fronte Occidentale: Battaglie sanguinose e inutili (Verdun, 1916 – 700.000 morti; Somme, 1916 – 1 milione di morti).
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Fronte Italiano: 12 battaglie dell’Isonzo (1915-1917) con enormi perdite e nessun risultato decisivo.
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Medio Oriente: Campagna dei Dardanelli (Gallipoli, 1915) fallita per gli Alleati.
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Nuove Armi: Gas tossici, carri armati, aerei.
3. 1917: L’Anno Decisivo
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Rivoluzione Russa (ottobre 1917): Il nuovo governo bolscevico firmò l’armistizio di Brest-Litovsk (marzo 1918), uscendo dalla guerra.
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Ingresso degli USA (aprile 1917): Dopo l’affondamento del Lusitania e il telegramma Zimmermann, gli Stati Uniti portarono risorse fresche agli Alleati.
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Crisi dell’Intesa: Ammutinamenti in Francia, disfatta italiana a Caporetto (ott. 1917).
4. 1918: L’Ultimo Anno di Guerra
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Offensiva tedesca di primavera: Ultimo tentativo di vincere prima dell’arrivo massiccio degli USA (battaglia della Marna, luglio 1918).
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Controffensiva alleata: Con l’aiuto americano, gli Alleati sfondarono la Linea Hindenburg (settembre 1918).
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Crollo degli Imperi Centrali:
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Bulgaria si arrese (sett. 1918).
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Impero Ottomano capitolò (ott. 1918).
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Austria-Ungheria si disgregò (nov. 1918).
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Germania, in rivoluzione, chiese l’armistizio (11 novembre 1918).
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Come Finì la Guerra?
L’Armistizio dell’11 Novembre 1918
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Firmato a Compiègne (Francia), pose fine alle ostilità.
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Condizioni per la Germania:
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Ritiro da tutti i territori occupati.
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Consegnare armi e navi.
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Rinunciare all’Alsazia-Lorena.
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I Trattati di Pace (1919-1920)
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Trattato di Versailles (1919) – Germania
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Colpevolezza di guerra (art. 231).
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Perdite territoriali: Alsazia-Lorena alla Francia, territori alla Polonia.
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Smilitarizzazione (esercito ridotto a 100.000 uomini).
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Risarcimenti economici (132 miliardi di marchi d’oro).
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Altri trattati
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Saint-Germain (1919) – Austria: Fine dell’impero, nascita di nuovi stati (Cecoslovacchia, Jugoslavia).
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Trianon (1920) – Ungheria: Perdita di 2/3 del territorio.
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Sèvres (1920) – Turchia: Smembramento dell’Impero Ottomano.
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Conseguenze della Guerra
- 4 imperi crollati (tedesco, austro-ungarico, ottomano, russo).
- Nuovi stati nazionali (Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia).
- 8-10 milioni di morti e 20 milioni di feriti.
- Crisi economiche e sociali (inflazione, disoccupazione).
- Malcontento in Germania → ascesa del nazismo.
- Nascita della Società delle Nazioni (antenata dell’ONU).
Dalla rivuoluzione russa alla nascita dell'Unione sovietica
La Rivoluzione Russa (1917)
Fu un insieme di sommosse e insurrezioni che portarono al rovesciamento dello zar Nicola II e all’instaurazione di un governo socialista guidato dai bolscevichi. Si divide in due fasi principali:
1. Rivoluzione di Febbraio (marzo 1917, secondo il calendario gregoriano)
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Cause:
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Malcontento popolare per la povertà, la fame e le disastrose perdite nella Prima Guerra Mondiale.
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Corruzione e inefficienza del governo zarista.
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Proteste di operai, contadini e soldati.
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Eventi:
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Scioperi e manifestazioni a Pietrogrado (oggi San Pietroburgo).
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L’esercito si unisce ai rivoltosi.
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Lo zar Nicola II abdica (2 marzo 1917).
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Risultato:
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Fine dell’Impero russo.
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Nascita di un Governo Provvisorio (liberale, guidato da Kerenskij), affiancato dai Soviet (consigli di operai e soldati influenzati da socialisti e bolscevichi).
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2. Rivoluzione d’Ottobre (novembre 1917, calendario gregoriano)
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Protagonisti:
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Lenin e il partito bolscevico (fazione radicale dei socialisti).
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Lo slogan: “Pace, pane e terra!” risuona tra le masse.
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Eventi:
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Il 25 ottobre (7 novembre) i bolscevichi assaltano il Palazzo d’Inverno a Pietrogrado.
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Il Governo Provvisorio viene rovesciato.
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Nasce un governo rivoluzionario guidato da Lenin.
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Risultato:
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Istituzione del primo Stato socialista al mondo.
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Inizio della Guerra Civile Russa (1918-1922) tra bolscevichi (“Rossi”) e oppositori (“Bianchi”).
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Nel 1922, vittoria bolscevica e nascita dell’Unione Sovietica (URSS).
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1. Nascita e Fondazione
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1922: Viene ufficialmente creata l’URSS con il Trattato di creazione dell’URSS, firmato da Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia.
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Ispirazione ideologica: Basata sul marxismo-leninismo, con l’obiettivo di costruire una società senza classi.
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Leader iniziali:
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Lenin (1922-1924) – Primo capo dell’URSS, introdusse la NEP (Nuova Politica Economica) per riprendersi dalla guerra civile.
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Stalin (1924-1953) – Consolidò il potere con purghe, industrializzazione forzata e collettivizzazione agricola.
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2. Caratteristiche Politiche ed Economiche
Sistema Politico
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Partito unico: Il Partito Comunista dell’URSS controllava tutto, senza elezioni libere.
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Struttura federale: 15 repubbliche (es. Russia, Ucraina, Kazakistan), ma il potere era centralizzato a Mosca.
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Repressione:
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GPU/NKVD/KGB (polizia segreta) perseguitava dissidenti.
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Gulag (campi di lavoro forzato) per oppositori politici.
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Economia Pianificata
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Piani quinquennali: Stalin avviò l’industrializzazione forzata (es. acciaio, carbone).
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Collettivizzazione agricola: Le terre dei kulak (contadini ricchi) furono espropriate, causando carestie (es. Holodomor in Ucraina, 1932-33).
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Economia statalizzata: Niente proprietà privata, tutto controllato dallo Stato.
3. L’URSS nella Storia Mondiale
Seconda Guerra Mondiale (1941-1945)
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Grande Guerra Patriottica: L’URSS subì milioni di morti ma sconfisse la Germania nazista a Stalingrado e Berlino.
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Espansione post-1945: Creazione del Blocco Sovietico (Europa dell’Est: Polonia, DDR, Cecoslovacchia, ecc.).
Guerra Fredda (1947-1991)
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Conflitto USA-URSS: Scontro ideologico (capitalismo vs comunismo), corsa agli armamenti, spionaggio (KGB vs CIA).
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Eventi chiave:
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Crisi di Berlino (1948, 1961) – Costruzione del Muro di Berlino.
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Crisi dei missili di Cuba (1962) – Rischiò una guerra nucleare.
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Guerra in Afghanistan (1979-1989) – Logorò l’URSS.
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Declino e Caduta (1985-1991)
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Gorbaciov (1985-1991) tentò riforme:
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Perestrojka (ristrutturazione economica).
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Glasnost (trasparenza politica).
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1991: Golpe fallito contro Gorbaciov → Eltsin scioglie l’URSS (8 dicembre 1991).
4. Cultura e Società
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Propaganda: Esaltazione del comunismo, culto della personalità (es. statue di Lenin e Stalin).
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Istruzione e scienza: Grande investimento in tecnologia (primo satellite, Sputnik 1957; primo uomo nello spazio, Gagarin 1961).
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Vita quotidiana:
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Censura (no libertà di stampa).
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Scarsità di beni di consumo (code per il cibo).
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Sistema sanitario e istruzione gratuiti ma spesso di bassa qualità.
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5. Eredità dell’URSS
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Russia moderna: Molte strutture politiche ed economiche derivano dall’epoca sovietica.
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Ex repubbliche sovietiche: Alcune sono ancora legate alla Russia (es. Bielorussia), altre vicine all’Occidente (es. Ucraina, Paesi Baltici).
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Influenza culturale: Simboli come la falce e martello, la musica sovietica, il realismo socialista nell’arte.
L'Eta dei totalitarismi
L’Italia tra Dopoguerra e Avvento del Fascismo
1. Il Dopoguerra (1918-1922) e la Crisi che Portò al Fascismo
Dopo la Prima Guerra Mondiale (1915-1918), l’Italia era un paese vittorioso ma profondamente diviso e in crisi, con condizioni che favorirono l’ascesa di Mussolini.
Situazione Politica ed Economica
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Vittoria Mutilata: Molti italiani si sentirono traditi dalla Conferenza di Parigi (1919), dove l’Italia non ottenne tutti i territori promessi (es. Dalmazia).
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Disoccupazione e inflazione: Milioni di reduci senza lavoro, prezzi alle stelle.
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Biennio Rosso (1919-1920):
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Onde di scioperi, occupazioni di fabbriche e terre da parte di operai e contadini.
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Paura della borghesia e dei proprietari terrieri di una rivoluzione comunista (come in Russia).
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La Nascita dei Fasci di Combattimento
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1919: Mussolini fonda a Milano i Fasci Italiani di Combattimento, un movimento nazionalista e anticomunista.
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Programma iniziale: Mistura di socialismo nazionale, anticlericalismo e rivoluzionarismo.
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Squadrismo: Le squadre d’azione fasciste (in camicia nera) aggrediscono socialisti, sindacalisti e oppositori.
2. L’Avvento del Fascismo (1922-1925)
La Marcia su Roma (28 ottobre 1922)
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Mussolini organizza una dimostrazione di forza: migliaia di camicie nere convergono sulla capitale.
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Il re Vittorio Emanuele III, temendo una guerra civile, rifiuta di firmare lo stato d’assedio e incarica Mussolini di formare il governo (30 ottobre 1922).
La Costruzione della Dittatura (1925-1926)
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Delitto Matteotti (1924): Il deputato socialista Giacomo Matteotti viene ucciso per aver denunciato i brogli elettorali fascisti.
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Leggi Fascistissime (1925-26):
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Scioglimento di tutti i partiti e sindacati non fascisti.
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Istituzione del Tribunale Speciale per gli oppositori.
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Controllo totale sulla stampa.
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Culto del Duce: Mussolini diventa un leader onnipotente, celebrato dalla propaganda.
Stati Uniti e la Crisi del 1929: il Crollo di Wall Street e la Grande Depressione
1. Gli Stati Uniti negli anni ’20: l’Epoca del Boom Economico
Prima della crisi, gli USA vivevano un periodo di grande prosperità, noto come “Anni Ruggenti” (Roaring Twenties):
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Crescita industriale: Sviluppo di settori come l’automobile (Ford), la radio e l’elettrodomestici.
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Società dei consumi: Diffusione di beni di lusso (auto, telefoni) grazie al credito facile e alle vendite rateali.
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Borsa in ascesa: Molti americani investivano in azioni, spesso indebitandosi (acquisti a margine).
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Politica economica: Il governo repubblicano (Coolidge, Hoover) favoriva il laissez-faire (libero mercato senza controlli).
2. La Crisi del 1929: il Crollo di Wall Street
Cause della Crisi
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Speculazione finanziaria: Troppi investimenti in Borsa con denaro preso a prestito.
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Sovrapproduzione: Le fabbriche producevano più merci di quante ne potessero comprare i consumatori.
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Debolezza del sistema bancario: Le banche avevano concesso troppi prestiti rischiosi.
Il “Giovedì Nero” (24 ottobre 1929) e il “Martedì Nero” (29 ottobre)
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Il 24 ottobre iniziò il panico a Wall Street: milioni di azioni furono vendute, i prezzi crollarono.
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Il 29 ottobre (martedì nero) il mercato crollò definitivamente: 13 milioni di azioni furono vendute, cancellando fortune in poche ore.
Conseguenze Immediate
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Fallimento delle banche: Senza liquidità, oltre 9.000 banche chiusero.
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Disoccupazione di massa: Dal 3% (1929) al 25% (1933), 15 milioni di senza lavoro.
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Povertà estrema: File per il pane, baraccopoli (Hoovervilles), fame diffusa.
3. La Grande Depressione (1929-1939)
La crisi si trasformò in una depressione globale, colpendo anche Europa e America Latina.
La Risposta di Hoover (1929-1933)
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Il presidente Herbert Hoover inizialmente sottovalutò la crisi, credendo che il mercato si sarebbe ripreso da solo.
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Provò misure insufficienti (es. prestiti alle banche), ma era troppo tardi.
Il New Deal di Roosevelt (1933-1939)
Nel 1933, Franklin D. Roosevelt (FDR) diventò presidente e lanciò il New Deal:
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Riforme bancarie: Chiusura delle banche insolventi e garanzie sui depositi (Federal Deposit Insurance Corporation).
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Lavori pubblici: Creazione di infrastrutture (dighe, strade) per assumere disoccupati.
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Sostegno ai contadini: Sussidi per ridurre la sovrapproduzione.
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Welfare: Pensioni (Social Security Act), diritti sindacali.
4. Conseguenze a Lungo Termine
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Fine del laissez-faire: Lo Stato assunse un ruolo centrale nell’economia.
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Nascita del welfare state: Maggiore protezione sociale.
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Impatto globale: La crisi accelerò l’ascesa dei regimi autoritari in Europa (es. Hitler).
La Germania Repubblicana (1918-1933) e la Nascita del Nazismo
1. La Germania dopo la Prima Guerra Mondiale: la Repubblica di Weimar
Dopo la sconfitta nella Grande Guerra (1918), la Germania attraversò una fase di profonda crisi politica, economica e sociale, che favorì l’ascesa del nazismo.
La Rivoluzione del 1918 e la Nascita della Repubblica
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Novembre 1918: Scoppia una rivolta popolare contro il Kaiser Guglielmo II, che abdica.
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Proclamazione della Repubblica di Weimar (1919):
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Governo socialdemocratico (SPD) guidato da Friedrich Ebert.
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Nuova Costituzione democratica (diritti civili, suffragio universale).
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Le Conseguenze del Trattato di Versailles (1919)
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Umiliazione nazionale: La Germania viene considerata unica responsabile della guerra.
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Pesanti sanzioni:
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Perdita di territori (Alsazia-Lorena, colonie).
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Smilitarizzazione (es. Renania).
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Risarcimenti economici enormi (132 miliardi di marchi-oro).
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Crisi Economica e Iperinflazione (1923)
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La Germania non riesce a pagare le riparazioni → Francia occupa la Ruhr (zona industriale).
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Il governo stampa moneta per pagare i debiti → Iperinflazione (es. 1 dollaro = 4,2 trilioni di marchi nel 1923).
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Conseguenze sociali: Risparmi annientati, fame, malcontento popolare.
Tentativi di Rivoluzione e Estremismi
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Sinistra comunista (Spartachisti): Tentano una rivoluzione (1919), repressa nel sangue.
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Destra nazionalista:
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Putsch di Monaco (1923): Hitler e il partito nazista tentano un colpo di stato, fallisce.
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Nascita di gruppi paramilitari (Freikorps) e movimenti antidemocratici.
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2. La Nascita e l’Ascesa del Nazismo
Adolf Hitler e il Partito Nazista (NSDAP)
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1919: Hitler entra nel Partito Tedesco dei Lavoratori (DAP), poi ribattezzato NSDAP (1920).
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Ideologia nazista:
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Antisemitismo (odio verso gli ebrei).
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Nazionalismo estremo (superiorità della razza ariana).
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Anticomunismo e odio per la democrazia.
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Spazio vitale (Lebensraum): Espansione verso Est.
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La Crisi del 1929 e il Crollo della Repubblica di Weimar
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La Grande Depressione colpisce duramente la Germania:
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Disoccupazione alle stelle (6 milioni nel 1932).
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Fallimenti di banche e industrie.
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Aumento del consenso ai nazisti:
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Hitler promette lavoro, ordine e rivincita contro il “diktat” di Versailles.
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Propaganda efficace (Joseph Goebbels) e squadre d’assalto (SA, le “camicie brune”).
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La Nomina a Cancelliere (1933)
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1932: I nazisti diventano il primo partito al Reichstag (37% dei voti).
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30 gennaio 1933: Il presidente Hindenburg nomina Hitler cancelliere, sperando di controllarlo.
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Febbraio 1933: Incendio del Reichstag (attribuito ai comunisti) → leggi speciali contro gli oppositori.
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Marzo 1933: Decreto dei pieni poteri → fine della democrazia.
La Guerra Civile Spagnola (1936-1939) e il Franchismo
1. La Guerra Civile Spagnola: il Conflitto che Divise la Spagna
Premesse e Cause del Conflitto
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Contesto storico: La Spagna negli anni ’30 era un paese profondamente diviso tra:
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Progressisti (repubblicani, socialisti, comunisti, anarchici) che volevano riforme sociali ed economiche.
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Conservatori (monarchici, cattolici, latifondisti, militari) che difendevano i privilegi tradizionali.
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La Seconda Repubblica (1931-1936):
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Nel 1931, le elezioni portano alla proclamazione della Repubblica e all’esilio del re Alfonso XIII.
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Il governo attua riforme (laicità, diritti dei lavoratori, ridistribuzione delle terre), ma scatena l’opposizione delle élite.
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Polarizzazione politica:
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Fronte Popolare (sinistra) vince le elezioni del 1936.
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La destra, temendo una rivoluzione comunista, inizia a organizzarsi per un colpo di Stato.
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Lo Scoppio della Guerra (1936)
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17-18 luglio 1936: Un gruppo di generali, tra cui Francisco Franco, si ribella contro il governo repubblicano.
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L’Alzamiento (sollevamento) prende il controllo di parte della Spagna, ma non riesce a conquistare subito tutto il paese.
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La Spagna si divide in due:
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Zona nazionalista (franchisti): sostenuta da esercito, Chiesa, monarchici, falangisti.
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Zona repubblicana: sostenuta da governo legittimo, operai, contadini, intellettuali.
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Sviluppo del Conflitto
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Internazionalizzazione della guerra:
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Appoggio ai franchisti: Germania nazista (Legione Condor) e Italia fascista inviano armi e truppe.
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Appoggio ai repubblicani: URSS fornisce aiuti, mentre le democrazie (Francia, UK) restano neutrali. Migliaia di volontari antifascisti (Brigate Internazionali) combattono per la Repubblica.
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Eventi chiave:
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1937: Bombardamento di Guernica (opera della Legione Condor, immortalato da Picasso).
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1938: Battaglia dell’Ebro, ultima grande offensiva repubblicana.
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1939: Caduta di Barcellona (gennaio) e Madrid (marzo). Vittoria franchista.
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Conseguenze della Guerra
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Bilancio drammatico: 500.000 morti, violenze su entrambi i fronti (esecuzioni, repressioni).
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Esilio di massa: 500.000 repubblicani fuggono in Francia e America Latina.
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Fine della democrazia: Instaurazione della dittatura di Franco.
2. Il Franchismo (1939-1975): la Dittatura di Franco
Caratteristiche del Regime
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Natura del regime:
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Dittatura militare con elementi fascisti (simboli, culto del leader), ma più conservatrice che rivoluzionaria.
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Nazionalismo spagnolo: Opposizione a separatismo basco e catalano.
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Cattolicesimo di Stato: La Chiesa appoggia il regime, che impone moralismo tradizionale.
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Struttura del potere:
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Franco (“Caudillo”) concentra tutti i poteri.
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Partito unico: Movimiento Nacional (fusione di falangisti e tradizionalisti).
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Repressione: Polizia politica, censura, lavori forzati per i prigionieri politici.
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Politica Economica e Sociale
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Autarchia (anni ’40-50):
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Isolamento internazionale (la Spagna è esclusa dall’ONU fino al 1955).
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Povertà diffusa, razionamento alimentare.
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Apertura economica (anni ’60):
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Piano di Stabilizzazione (1959): liberalizzazioni, turismo, crescita industriale (“miracolo spagnolo”).
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Miglioramento delle condizioni di vita, ma senza libertà politiche.
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La Spagna nella Guerra Fredda
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Appoggio agli USA: Franco si presenta come anticomunista, ottiene aiuti economici in cambio di basi militari.
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Isolamento relativo: L’Occidente tollera il regime per interesse strategico, ma la Spagna resta fuori dalla CEE fino alla democratizzazione.
La Transizione alla Democrazia (1975)
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Morte di Franco (1975): Re Juan Carlos I avvia la transizione.
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Fine del franchismo: Legalizzazione dei partiti, elezioni democratiche (1977), nuova Costituzione (1978).
Seconda Guerra Mondiale
L’Inizio della Seconda Guerra Mondiale (1939-1941): Cause e Prime Fasi del Conflitto
1. Le Cause della Guerra
La Seconda Guerra Mondiale scoppiò a causa di una combinazione di fattori:
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Le conseguenze del Trattato di Versailles (1919): Umiliazione e debolezza della Germania dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale.
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L’ascesa dei regimi totalitari:
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Germania nazista (Hitler): voleva espandersi in Europa (spazio vitale, Lebensraum).
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Italia fascista (Mussolini): ambizioni imperiali in Africa e nei Balcani.
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Giappone militarista: espansione in Asia (invasione della Cina nel 1937).
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Politica di appeasement (Francia e Regno Unito): cercarono di evitare la guerra concedendo territori a Hitler (es. Conferenza di Monaco, 1938).
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Patto Molotov-Ribbentrop (1939): Accordo segreto tra Germania e URSS per spartirsi la Polonia.
2. Lo Scoppio della Guerra (1939)
L’Invasione della Polonia (1° settembre 1939)
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Hitler pretese il “Corridoio di Danzica”, ma la Polonia rifiutò.
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1° settembre 1939: La Germania invade la Polonia con la tattica della Blitzkrieg (“guerra lampo”).
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3 settembre 1939: Francia e Regno Unito dichiarano guerra alla Germania → inizio ufficiale della Seconda Guerra Mondiale.
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17 settembre 1939: L’URSS invade la Polonia da est, come previsto dal patto con Hitler.
La “Strana Guerra” (1939-1940)
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Francia e Regno Unito non attaccano direttamente la Germania, limitandosi a una guerra difensiva (“Drôle de Guerre”).
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Intanto, l’URSS attacca la Finlandia (Guerra d’Inverno, 1939-40).
3. Le Prime Grandi Vittorie della Germania (1940)
L’Invasione della Danimarca e Norvegia (aprile 1940)
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Hitler occupa la Scandinavia per assicurarsi il ferro svedese.
La Campagna di Francia (maggio-giugno 1940)
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10 maggio 1940: La Germania invade Belgio, Olanda e Lussemburgo.
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Blitzkrieg: I carri armati tedeschi sfondano le linee francesi a Sedan.
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14 giugno 1940: Parigi è occupata.
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22 giugno 1940: La Francia si arrende.
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Francia divisa:
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Nord e costa atlantica: Occupazione tedesca.
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Sud: Governo collaborazionista di Vichy (Petain).
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La Battaglia d’Inghilterra (estate-autunno 1940)
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Hitler cerca di piegare il Regno Unito con bombardamenti aerei (Blitz).
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La RAF (aviazione britannica) resiste → prima sconfitta tedesca.
4. L’Entrata in Guerra dell’Italia (10 giugno 1940)
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Mussolini, convinto che la guerra sia quasi vinta, dichiara guerra a Francia e Regno Unito.
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Disastri militari italiani:
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Fallimento in Grecia (1940).
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Sconfitte in Africa settentrionale contro gli inglesi.
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La Germania è costretta a intervenire per aiutare l’alleato (es. Afrika Korps di Rommel).
5. L’Espansione del Conflitto (1941)
L’Invasione dell’URSS (Operazione Barbarossa, giugno 1941)
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Hitler rompe il patto con Stalin e invade l’Unione Sovietica.
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Iniziali successi tedeschi, ma la resistenza sovietica e l’inverno fermano l’avanzata.
L’Attacco di Pearl Harbor (7 dicembre 1941)
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Il Giappone attacca la base navale USA alle Hawaii.
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8 dicembre 1941: USA entrano in guerra contro Giappone, Germania e Italia.
Obiettivi delle Principali Potenze nella Seconda Guerra Mondiale
Germania Nazista (Hitler)
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Espansione territoriale: Creare un “Spazio Vitale” (Lebensraum) nell’Europa dell’Est per il popolo tedesco.
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Distruzione del comunismo: Invadere l’URSS per eliminare il bolscevismo.
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Egemonizzazione dell’Europa: Sottomettere Francia e Regno Unito, instaurare un nuovo ordine nazista.
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Soluzione finale: Sterminio degli ebrei (Olocausto) e di altri gruppi “indesiderati”.
Italia Fascista (Mussolini)
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Creazione di un impero coloniale: Controllo del Mediterraneo (Mare Nostrum) e espansione in Africa (Etiopia, Libia).
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Prestigio internazionale: Affermarsi come potenza pari alla Germania.
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Annessioni territoriali: Occupare parti di Francia, Grecia, Jugoslavia e Albania.
Giappone Imperiale
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Dominio sull’Asia-Pacifico: Creare la “Sfera di Coprosperità della Grande Asia Orientale”.
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Accesso a risorse naturali: Petrolio e gomma dell’Indocina e delle Indie Olandesi.
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Eliminazione della minaccia USA: Attacco a Pearl Harbor per neutralizzare la flotta americana.
Regno Unito (Churchill)
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Difesa dell’impero coloniale: Mantenere il controllo su India, Medio Oriente e Africa.
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Sconfitta della Germania: Evitare l’egemonia nazista in Europa.
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Resistenza fino all’intervento USA: Resistere ai bombardamenti tedeschi (Blitz) e mantenere il controllo del Mediterraneo.
Francia (fino al 1940)
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Contenimento della Germania: Difendere i confini (Linea Maginot).
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Mantenimento dell’impero coloniale: Conservare possedimenti in Africa e Indocina.
USA (Roosevelt, poi Truman)
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Sconfitta del Giappone: Vendetta per Pearl Harbor e controllo del Pacifico.
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Liberazione dell’Europa: Sbarco in Normandia (1944) per sconfiggere la Germania.
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Promozione della democrazia: Contrastare fascismo e comunismo.
URSS (Stalin)
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Difesa del territorio: Resistere all’invasione tedesca (1941-1943).
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Espansione comunista: Creare una “zona cuscinetto” di stati satelliti in Europa orientale.
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Distruzione del nazismo: Arrivare prima degli Alleati a Berlino (1945).
La Conclusione della Seconda Guerra Mondiale (1944-1945)
1. Gli Ultimi Anni di Guerra: il Crollo delle Potenze dell’Asse
1944-1945 segnarono il tracollo definitivo di Germania, Italia e Giappone, con una serie di eventi cruciali:
A. Europa: la Caduta della Germania Nazista
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Sbarco in Normandia (6 giugno 1944 – “D-Day”)
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Gli Alleati (USA, UK, Canada) sbarcano in Francia.
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Liberazione di Parigi (agosto 1944).
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Avanzata sovietica da Est
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L’Armata Rossa riconquista l’URSS e avanza verso Berlino.
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Battaglia di Berlino (aprile-maggio 1945): i Sovietici circondano la capitale tedesca.
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Morte di Hitler e resa tedesca
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30 aprile 1945: Hitler si suicida nel bunker di Berlino.
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8 maggio 1945: La Germania firma la resa incondizionata (Giorno della Vittoria in Europa, VE Day).
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B. Italia: la Fine del Fascismo
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1943: Caduta di Mussolini (arrestato il 25 luglio).
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1943-45: L’Italia si divide tra Repubblica Sociale Italiana (fascista, al Nord) e Regno del Sud (alleato con gli Anglo-Americani).
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Aprile 1945: Insurrezione partigiana (25 aprile, festa della Liberazione), Mussolini catturato e fucilato (28 aprile).
C. Pacifico: la Sconfitta del Giappone
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1944-45: Gli USA avanzano verso il Giappone (battaglie di Iwo Jima e Okinawa).
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6 e 9 agosto 1945: Bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
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2 settembre 1945: Il Giappone si arrende (Giorno della Vittoria sul Giappone, VJ Day).
2. Le Conseguenze della Guerra
La Seconda Guerra Mondiale si concluse con:
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50-70 milioni di morti (tra cui 6 milioni di ebrei nell’Olocausto).
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Distruzione di intere città (Berlino, Tokyo, Varsavia).
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Nuovo ordine mondiale:
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USA e URSS diventano superpotenze (inizia la Guerra Fredda).
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Nascita dell’ONU (1945) per evitare nuovi conflitti.
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Divisione della Germania (Est comunista, Ovest capitalista).
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Decolonizzazione (indipendenza di India, Indonesia, ecc.).
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